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Bitcoin la cripto moneta

Il sistema Bitcoin si diffuse allora pian piano tra una piccola cerchia di appassionati come testimoniato dalla media di meno di un centinaio di transazioni al giorno nel primo anno di vita della criptovaluta, molto probabilmente riconducibili ad un modo di testare sul campo il sistema da parte degli sviluppatori.

Dopo questa fase Bitcoin inizia a fare capolino al di fuori della community degli early-adopter, solleticando il pubblico più curioso e interessando i più lungimiranti: da luglio 2011 e per il successivo anno la media di transazioni quotidiane è di circa 5000.

Arriva poi il vero e proprio boom, con la criptovaluta che inizia a diffondersi tra il grande pubblico e arrivare ai giorni nostri con una media di circa 130 mila transazioni al giorno. In questi anni è successo di tutto: l'impennata del loro valore ad oltre

1000 dollari e il successivo crollo, la nascita dei primi "bancomat", la bancarotta del servizio di cambio Mt.Gox, le implicazioni con il mercato nero digitale "Silk Road" sono solo alcune delle vicende che hanno visto i bitcoin protagonisti in un modo o nell'altro. Ma in tutto questo c'è una certezza: Bitcoin cresce e viene usato sempre di più in tutto il mondo.

E come un bimbetto in piena età dello sviluppo, iniziano i grattacapi. Bitcoin ha infatti un problema di "scaling": le sue caratteristiche tecniche attuali (nello specifco le dimensioni massime dei blocchi della blockchain, come meglio approfondiremo nel corso dell'articolo) possono rappresentare un grande limite alle potenzialità di crescita. Per capire il perché è opportuno fare un piccolo passo indietro e riassumere brevemente i fondamenti del sistema, lasciando il lettore agli eventuali approfondimenti con la lettura degli articoli Bitcoin, è la moneta del futuro? e Il mondo Bitcoin tra wallet e mining. La soluzione al problema dello scaling è però tutt'altro che semplice e le evoluzioni del dibattito tra due visioni opposte della cosa ha gettato forti dubbi sul futuro di Bitcoin.

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